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- Giovanni Pratesi, 1939–, antiquario
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Giovanni Pratesi è nato a Figline Valdarno (FI) il 29 novembre 1939. La sua provenienza figlinese e la vicinanza a importanti città come Firenze e Siena hanno segnato felicemente tutta la sua carriera da antiquario.
Quando iniziò la sua attività, Pratesi non aveva un’istruzione artistica, se non per i due anni di liceo artistico frequentati in Francia qualche anno prima. Dopo l’esperienza maturata da giovanissimo lavorando per una Filatelia fiorentina, la sua carriera da antiquario iniziò nel 1960 con la fortunata vendita degli arredi d’epoca di una villa cinquecentesca nei pressi di Loppiano. Pur privo di conoscenze specifiche, ne intuì il valore e li acquistò dai nuovi proprietari, i Focolarini, per poi rivenderli a un prezzo molto più alto.
Nel 1964 Pratesi comprò da Ivan Bruschi un piccolo busto in terracotta raffigurante Giovan Gastone dei Medici, che tutt’ora conserva nella sua casa a Figline come caro ricordo di un inizio di una carriera piena di successi.
Non molto tempo dopo aprì la sua galleria in Palazzo Ridolfi in Via Maggio 13 a Firenze, luogo che nei decenni ha visto il passaggio dei più importanti antiquari, storici dell’arte e clienti del tempo. Lui stesso si ispirava all’operato di colleghi come Leonardo Lapiccirella o Marcello Guidi a Firenze; a Torino visitava Pietro Accorsi, a Venezia Ettore Viancini, a Roma Franco Di Castro e Fabrizio Apolloni.
I suoi interessi, pur spaziando tra opere di qualunque epoca e tipo, si sono rivolti in particolare alla pittura e scultura barocca toscana. Agli esordi della sua carriera, era facile trovare opere barocche perché il mercato antiquario non era ancora particolarmente interessato al Seicento. Pratesi, quindi, le acquistava (da antiche famiglie aristocratiche, da altri mercanti o in occasione di importanti mostre d’antiquariato) in base al suo gusto personale e alla sua intuizione, delegando poi lo studio di ricerca storico-artistica e la redazione di schede critiche per i propri cataloghi a storici dell’arte come Giuseppe Cantelli, Mina Gregori, Alvar González-Palacios e Andrea Bacchi. Dal 1979 al 2019, Pratesi ha partecipato a quasi tutte le edizioni della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze (BIAF) dove era solito presentare i suoi acquisti più interessanti. La raccolta di pitture senesi del Seicento, da lui esposta alla Biennale del 1989 e, qualche mese dopo, ai Magazzini del Sale di Siena, è stata acquistata nel 1995 dalla Pinacoteca cittadina, per volontà di Antonio Paolucci. Tra gli anni Novanta e i primi anni Duemila ha inoltre preso parte al TEFAF di Maastricht, alla Biennale di Palazzo Venezia a Roma (nata, nel 1998, da un’iniziativa dell’Associazione Antiquari d’Italia maturata durante la sua presidenza), alle mostre antiquarie Gotha di Parma e AMART di Milano.
Ha avuto anche ruoli istituzionali importanti come direttore della Gazzetta Antiquaria dal 1987, presidente dell’Associazione Antiquari d’Italia dal 1996 al 2013 e, dal 2001 al 2013, segretario generale del BIAF per il quale ha ideato i premi per la migliore scultura e il miglior dipinto e il Lorenzo d’Oro. Grazie al legame professionale con Paolucci, ha infine collaborato alla definizione legislativa volta ad abolire i vincoli alla libera circolazione delle opere in Italia.
Il legame mai sciolto con Figline Valdarno, dove tutt’ora risiede, ha portato Pratesi nel 1987 ad acquistare la chiesa dell’ex Ospedale Serristori per preservarla e consegnarla alla cittadinanza, con l’intenzione di porvi una Fondazione. Dopo i restauri che permisero, tra l’altro, lo svelamento dell’affresco di una Crocifissione trecentesca, la Fondazione Pratesi è stata inaugurata nel 2008 e oggi ospita una raccolta di opere d’arte selezionata dall’antiquario ed esposta al pubblico. Nel 2019 ha anche ospitato una sua mostra personale di fotografie di Nature morte, realizzate da amatore negli ultimi dieci anni. Dopo la chiusura della sua galleria fiorentina nel 2023, Pratesi ha trasferito le sue opere in un magazzino accanto alla Fondazione, dove conserva anche il suo archivio documentario e fotografico che, fin dal 1960, è servito da supporto alla sua attività ed è stato a disposizione degli storici dell’arte che hanno collaborato con lui e di altri studiosi.
L’archivio fotografico è in fase di riordino e studio. Una piccola porzione di questo, in particolare le oltre 800 foto appartenute all’archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli acquistate da Pratesi nel 1987, sono state di recente donate alla Fondazione Zeri e descritte sul modulo Esplora i fondi del catalogo online.
Ricerca e redazione testi: Mimosa Tavella
Altri antiquari
Clienti
- Gerolamo Etro
- Patrizio Bertelli
- Valentino Garavani
Collaboratori
- Alvar Gonzáles Palacios storico dell'arte
- Andrea Bacchi storico dell'arte
- Giuseppe Cantelli storico dell'arte
- Maria Cecilia Fabbri storico dell'arte
- Massimo Listri fotografo
- Mina Gregori storico dell'arte
- Sandro Bellesi storico dell'arte
Eventi significativi nell'attività antiquariale
- 1979 - Una raccolta fiorentina di medaglie tra '600 e '700 a cura di Giuseppe Cantelli: In occasione della prima partecipazione alla Biennale dell'Antiquariato di Firenze, Giovanni Pratesi promuove la pubblicazione del catalogo delle medaglie antiche lì esposte
- 1987 - Mostra "Pitture Fiorentine del Seicento" a Palazzo Ridolfi: Pratesi organizza nella sua galleria un'espozione della sua raccolta di dipinti fiorentini del Seicento, in concomitanza alla mostra sullo stesso tema curata da Mina Gregori a Palazzo Strozzi
- 1987 - Acquisizione dell'ex oratorio dell'Ospedale Serristori di Figline Valdarno: Pratesi acquisisce l'ex oratorio dell'Ospedale Serristori di Figline Valdarno per farne la sede espositiva della propria Fondazione
- 1989 - Vendita di trentasei dipinti senesi del Seicento alla Pinacoteca Nazionale di Siena : Dopo averla esposto in varie occasioni, Pratesi vende la sua raccolta di dipinti seicenteschi senesi, notificata dalla Soprintendenza, alla Pinacoteca Nazionale di Siena
- 1993 - Repertorio della Scultura Fiorentina del Sei e Settecento: Con la consulenza scientifica di Ursula Schlegel e Sandro Bellesi, Pratesi pubblica tre volumi sulla Scultura Fiorentina del Sei e Settecento editi da Umberto Allemandi
- 2003 - Repertorio della Scultura Fiorentina del Cinquecento: Dieci anni dopo il primo Repertorio, Pratesi cura un nuovo Repertorio dedicato alla scultura cinquecentesca fiorentina, con la collaborazione di Nicoletta Pons
- 2003 - Donazione di dodici busti alla Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna: Giovanni Pratesi dona la raccolta di busti di dame, già esposti alla XXIII edizione del BIAF e oggetto della pubblicazione di Stefano Tumidei "Dell'eccellenza delle dame di Bologna", alla Fondazione Cassa di Risparmio
- 2011 - Donazione alla chiesa di San Francesco di Figline Valdarno: Pratesi dona alla chiesa di San Francesco, una raccolta di rilievi in terracotta rappresentanti le verie scene dalla Via Crucis realizzate da Antonio Maraini
- 2022 - Donazione di un busto di Giovacchino Fortini alla Galleria di Arte Moderna di Palazzo Pitti: Nel 2008 Pratesi dona alla Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti il busto attribuito da Sandro Bellesi a Giovacchino Fortini, riconoscendo nelle sembianze dell'effigiato quelle del cantante Gaetano Berenstadt
Bibliografia essenziale
- Gonzales Palacios A. (2022), Giovanni Pratesi, in "Forse è tutta questione di Luce - Ritratti e incontri", Salani editore, p. 490
- Pagliarulo G., Spinelli R. (2009), Tra Controriforma e Novecento - Saggi per Giovanni Pratesi, Firenze, Nova Arti Grafiche
- Pratesi G., Schlegel U., Blasio S., Bellesi S. (1993), Repertorio della Scultura Fiorentina del Seicento e Settecento, Firenze, Allemandi & C.
Interviste
- Lombardi L. (2023), Gli studi e le opere di Giovanni Pratesi, Il Giornale dell'Arte
- Violo L., Giovanni Pratesi. La cultura dell'antiquario, Gazzetta Antiquaria