Documentazione
Questa pagina descrive i contenuti del sito, il modo in cui i dati sono organizzati e le fonti da cui provengono. Per conoscere invece l’origine della ricerca, i suoi obiettivi e il percorso che ha portato alla realizzazione del progetto, si rimanda alla pagina Progetto.
Che cosa raccoglie
Il sito documenta il mercato antiquario italiano attraverso le entità antiquariali che ne sono state protagoniste — botteghe, gallerie, ditte e altre attività — e mette in relazione le persone che vi hanno lavorato, i luoghi in cui hanno avuto sede, gli eventi che ne hanno segnato la storia e le fonti attraverso cui è possibile ricostruirne le vicende.
Il nucleo della ricerca riguarda l’Italia, ma sono comprese anche le sedi aperte all’estero dalle attività documentate. Nel complesso, i luoghi censiti si distribuiscono in sette paesi. Le sedi coprono un arco cronologico compreso tra il 1760 e il 2022, mentre gli eventi datati si estendono dal 1860 al 2024.
Il progetto non costituisce un repertorio chiuso: i dati vengono integrati e aggiornati con il procedere della ricerca. Quello presentato nel sito restituisce quindi lo stato attuale della documentazione raccolta e strutturata, aggiornata a settembre 2026.
Che cosa c’è, in numeri
- Entità antiquariali
- 95, ciascuna con una propria scheda e una ricostruzione biografica dell’attività.
- Persone
- 522: 218 antiquari, 164 collaboratori e 140 clienti.
- Sedi
- 293, di cui 278 localizzate sulla mappa, distribuite in 7 paesi.
- Eventi
- 93, compresi tra il 1860 e il 2024 e organizzati in 7 macro-tipologie.
- Fonti
- 499: 409 fonti a stampa, 68 documenti d’archivio e 22 interviste.
- Relazioni tra entità
- 57 entità presentano almeno una relazione con un’altra attività. Quando documentati, i legami di parentela tra le persone sono inoltre rappresentati attraverso un albero genealogico all’interno delle schede delle entità antiquariali.
Dati aggiornati al 20 settembre 2026.
Come sono organizzati i dati
Il punto di riferimento attorno al quale sono organizzate le informazioni non è la singola persona, ma l’entità antiquariale, intesa come attività riconoscibile nel tempo.
Questa scelta permette di rappresentare situazioni che una struttura centrata esclusivamente sulle persone renderebbe difficili da ricostruire. Una stessa attività può infatti attraversare più generazioni, cambiare sede o denominazione e proseguire nel tempo; allo stesso modo, persone appartenenti alla stessa famiglia possono essere legate ad attività differenti.
Per questo motivo ogni scheda del sito ha come punto di partenza un’entità antiquariale e raccoglie al suo interno le persone, i luoghi, gli eventi, le relazioni e le fonti che permettono di ricostruirne la storia.
Le persone sono distinte in base al ruolo che assumono nel contesto documentato. Accanto agli antiquari compaiono i collaboratori — tra cui storici dell’arte, fotografi, restauratori e trasportatori — e i clienti con i quali sono attestati rapporti di compravendita. Quando disponibili, vengono registrate anche informazioni biografiche quali professione, date di nascita e morte e rapporti di parentela. Questi ultimi, quando sufficientemente documentati, sono visualizzati nelle schede attraverso alberi genealogici.
Le sedi permettono di seguire le attività nello spazio e nel tempo. A ciascun luogo possono essere associati un indirizzo e, quando noti, gli estremi cronologici di apertura e chiusura. Una stessa entità può quindi essere collegata a più sedi, contemporanee o successive, nella stessa città oppure in città e paesi differenti.
Gli eventi documentano episodi databili legati alla vita delle attività antiquariali: vendite all’asta, mostre, donazioni, pubblicazioni, restauri e altri fatti rilevanti. La loro successione permette di osservare nel tempo alcuni momenti della storia delle singole attività e, più in generale, del mercato dell’arte.
Le relazioni registrano infine i collegamenti documentati tra un’entità antiquariale e un’altra.
A tenere insieme questi diversi livelli sono le fonti. Le informazioni presenti nel sito sono collegate, quando possibile, alla documentazione utilizzata per ricostruirle, in modo da permettere di risalire alle evidenze sulle quali si basa la ricerca. Le fonti sono articolate in tre gruppi — bibliografia a stampa, documentazione archivistica e interviste — consultabili nella sezione Bibliografia.
Da dove vengono i dati
I dati derivano dalla ricerca condotta dalla Fondazione Federico Zeri sulle proprie raccolte documentarie — fotografie, cataloghi e carte — e dagli spogli bibliografici svolti nell’ambito del progetto. Per le persone coinvolte nella ricerca e nella realizzazione del sito si rimanda alla pagina Crediti.
A queste fonti si affiancano due nuclei documentari raccolti specificamente per il progetto.
Il primo è costituito dalle interviste ad antiquari e loro eredi, realizzate tra il 2023 e il 2026, che hanno permesso di integrare le fonti scritte con testimonianze relative alle persone, alle attività e alle trasformazioni del mestiere.
Il secondo comprende i documenti d’archivio individuati attraverso ricerche condotte in ventuno tra archivi, musei e biblioteche, in Italia, in altri paesi europei e negli Stati Uniti.
Fonti di natura diversa vengono così messe in relazione all’interno di una struttura comune, mantenendo il riferimento alla documentazione da cui provengono le singole informazioni.
Lacune, approssimazioni e dati non disponibili
La documentazione sul mercato antiquario è inevitabilmente disomogenea. Per alcune attività è stato possibile ricostruire con precisione persone, sedi, passaggi generazionali ed eventi; per altre le informazioni disponibili sono più frammentarie.
Anche il grado di precisione dei singoli dati può variare. Alcune date di apertura o chiusura, per esempio, sono note soltanto in forma approssimativa e vengono indicate come tali — ad esempio 1920 ca. — mentre in altri casi non è stato possibile stabilirle. Sulla mappa, le sedi per le quali non è disponibile una cronologia sufficiente sono rappresentate con segnaposto grigi.
L’assenza di un’informazione non va quindi interpretata automaticamente come assenza storica del fenomeno rappresentato. Può dipendere dalla documentazione finora reperita o dallo stato di avanzamento della ricerca.
Rendere visibili queste differenze fa parte del progetto: il sito non cerca di uniformare artificialmente dati che hanno livelli diversi di completezza e certezza, ma di restituire, per quanto possibile, anche i limiti della conoscenza disponibile.
Dati e codice
Il sito è generato a partire da dati strutturati. Le informazioni sono conservate in tabelle sorgente in formato testuale e trasformate in file JSON utilizzati dalle diverse pagine e visualizzazioni.
Dati, codice e procedure di generazione del sito sono disponibili nel repository pubblico del progetto su GitHub, dal quale è possibile consultare e scaricare i dataset utilizzati dal sito.