- Persone
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- Arturo Rambaldi, 1859–1929, antiquario
- Angelo Rambaldi, 1883–?, antiquario
- Aldo Rambaldi, 1885–1964, antiquario
- Olga Tcherukine, 1901–?, antiquario
- Opere transitate
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Arturo Rambaldi (1859-1929) intraprese la carriera di mercante d’arte a Bologna sotto l’egida del collega più anziano Raffaele Angiolini per poi aprire, nel 1900, la propria galleria antiquaria e casa di vendite, in via Castiglione 1. Demetrio Tolosani, sulle pagine della rivista "L'Antiquario", lo descrive come specializzato negli arredi antichi. Dal 1926 ne avviò infatti anche la produzione in stile, con un laboratorio autonomo di falegnameria sito al piano terra del palazzo che ospitava la sua galleria. Con i manufatti realizzati riforniva, tra gli altri, il genero Eugène Imbert attivo a Milano in via Napoleone.
Per le necessità della galleria e del laboratorio, Arturo Rambaldi ebbe tra i suoi collaboratori l’esperto di intaglio ligneo Giuseppe Simoni che la Prima Guerra mondiale allontanò dal laboratorio di produzione con grande disagio della ditta, oltre al pittore e restauratore ferrarese Augusto Pagliarini (1872-1960) e al falegname Giuseppe Alberani. Nel 1921, questi ultimi furono inviati a Vienna per mettere in opera e restaurare diversi soffitti che il finanziere, collezionista d’arte e di bronzi, Camillo Castiglioni, aveva da lui acquistato per il proprio palazzo in Prinz Eugen Strasse.
Arturo viaggiò molto all’estero per acquistare opere e organizzò alcune vendite all’asta importanti, come quella della collezione bolognese Gozzadini, tenutasi nell'omonimo palazzo nel 1906, e quella della raccolta Podestà-Luciardi negli spazi della galleria nel 1909. A Venezia, nel 1913, si occupò anche di quella dell’antiquario Michelangelo Guggenheim, in collaborazione con l’antiquario Hugo Helbing di Monaco di Baviera.
Per motivi di salute, nel 1927, lasciò l’attività ai figli Angelo (1883-) e Aldo (1885-1964) che portarono avanti la ditta con il nome di “Galleria A. Rambaldi” anche dopo la sua morte. Angelo, Aldo e la sorella Alberta viaggiavano in Italia ed Europa per procacciare opere da vendere e sappiamo dalle carte d’archivio della Camera di Commercio cittadina che un collaboratore, tale Daniele Ferné, nel 1930 fu inviato in Cina, India, Giappone, Indocina e Russia allo stesso scopo. Nel 1938, i fratelli cessarono “l’industria del legno” con la chiusura del laboratorio, per dedicarsi esclusivamente all’attività antiquariale.
Nel 1966, morto Aldo, Angelo Rambaldi cessò l’impresa di famiglia che fu rilevata dalla vedova di Aldo Rambaldi, Olga Tcherukine, originaria di Kiev (1901-).
Altri antiquari
Collaboratori
- Augusto Pagliarini restauratore
- Daniele Ferné agente
- Giuseppe Alberani falegname
- Giuseppe Simoni intagliatore
- Hugo Helbing impresario
Eventi significativi nell'attività antiquariale
- 1906 - Vendita all'asta Gozzadini: Arturo Rambaldi organizza la vendita all'asta della collezione bolognese Gozzadini
- 1909 - Vendita all'asta Podestà-Luciardi: Arturo Rambaldi organizza la vendita all'asta della collezione bolognese Podestà-Luciardi
Bibliografia essenziale
- Commemorazione di Arturo Rambaldi, in «L'Antiquario», XVI, 3, 1929, p. 177
- Bellini, L., De Chirico, G. (1947), Nel mondo degli antiquari, Firenze, Arnaud
- Tolosani, D. (1913), I colleghi d'Italia: Bolognesi, in «L'Antiquario», VI, 2-3, pp. 9-12
Fonti archivistiche
- Bologna, Archivo Storico della Camera di Commercio di Bologna, Fascicolo "Rambaldi"