The Venice Art Company
Venezia, Manchester e New York, in attività dal 1899 al 1930
- Persone
-
- Gino Sarfatti, antiquario
- Giuseppe Guetta, antiquario
Nei primi anni Novanta dell'Ottocento venne fondata a Venezia la “The Venice Art Company” (o “Compagnia dell’Arte di Venezia”), società anglo-veneziana in linea con le più moderne e grandi gallerie di vendita britanniche e francesi che, presso alcuni prestigiosi ambienti di San Marco, nelle Procuratie Nuove, in campo San Moisè e a Santa Fosca, vendette opere e oggetti d’arte, antichi e moderni.
Assoldato uno sciame di agenti, spese ingenti somme in grandiose pubblicità e in onerosi affitti di eleganti negozi, prezzolati gondolieri, ciceroni e commercianti affinché indirizzassero gli ignari turisti presso le proprie sedi. Riuscì così in pochi anni ad oscurare alcune delle più celebri e storiche gallerie di vendita cittadine. Non solo antiquari come gli eredi Marcato, David G. Ricchetti e il Clerle cedettero la propria attività alla “The Venice Art Company”, ma anche eredi di distinte ed antiche dinastie nobiliari cittadine si arresero alle generose offerte della galleria. In primis, Antonio Querini che nel 1897 le vendette Palazzo Grimani di Santa Maria Formosa, con quel che restava della prestigiosa collezione. Per usare un'espressione di Nicolò Gallo, Ministro della Pubblica Istruzione, il palazzo divenne da quel momento «il centro delle […] speculazioni» della spregiudicata compagnia, che in breve tempo disperse, per lo più all’estero, i beni ivi conservati.
Inseritasi dunque con forza nel mercato dell’arte cittadino, sotto la guida dei veneziani di origine ebraica Gino Sarfatti e Giuseppe Guetta, la “The Venice Art Company” riuscì ben presto a crearsi una cospicua e rinomata clientela internazionale, costituita da raffinati collezionisti e prestigiose istituzioni museali.
I numerosi investimenti della società si indirizzarono anche verso l'arte contemporanea. Nel 1895, ad esempio, acquistò, con l'intento di esporlo a pagamento in varie città del mondo, il Supremo Convegno di Giacomo Grosso. La grande tela, poi misteriosamente andata in fiamme, destò generale scandalo durante la prima edizione dell'Esposizione Internazionale d'Arte della città di Venezia (poi Biennale).
Nel tentativo di diversificare i propri investimenti, la compagnia intraprese anche altre attività. Sempre nel 1895, ad esempio, si aggiudicò l’appalto per la vendita del catalogo della Biennale presso i Giardini di Castello, sede dell’esposizione. Due anni più tardi, ottenne l’esclusiva per la stampa e la diffusione del catalogo in lingua straniera della seconda edizione della rassegna lagunare, ma l’iniziativa si rivelò fallimentare a causa delle vendite in perdita.
Nel 1916 la “The Venice Art Company”, che per sua natura aveva sempre guardato oltremanica, cercò agenti di vendita a Manchester e, di lì a poco, indirizzò le proprie mire addirittura oltreoceano, dove nel 1922 prese in affitto un locale per fini commerciali a New York.
Ricerca e redazione testi: Alice Martignon
Altri antiquari
Clienti
- Károly Pulszky
- Nélie Jacquemart
- Wilhelm von Bode
- Édouard André
Eventi significativi nell'attività antiquariale
- 1897 - Acquisto di Palazzo Grimani e collezione Querini: Acquisto da parte della "The Venice Art Company" di Palazzo Grimani di Santa Maria Formosa e di parte della prestigiosa collezione di Antonio Querini
- 1899 - Acquisto dei beni di Consiglio Ricchetti: Acquisto da parte della "The Venice Art Company" dei beni della galleria d'arte e di antichità "Consiglio Ricchetti" e di Palazzo Garzoni da David G. Ricchetti
- 1922 - Avvio di attività a New York: La "The Venice Art Company" prende in affitto un locale a New York sbarcando sul mercato americano
Bibliografia essenziale
- 1898, Guida Commerciale Mangiarotti della città e provincia di Venezia e città del Veneto compilata a cura di Domenico De Marco proprietario. Anno XXXII. 1899, Venezia, Tip. C. Ferrari, p. 48
- Castellani, F. (2024), Sulla Biennale. Storie da un cantiere di studio, Milano, Postmedia Books
- Castellani, F. (2025), La Biennale e Venezia. Spunti per una "topografia storico-artistica", in: La città degli storici dell'arte/The City of Art Historians, a cura di B. de Divitiis e M. Folin, Torino, AISU International e Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio del Politecnico di Torino (2025), pp. 375-394
- Di Martino, E. (2003), Storia della Biennale di Venezia, 1895-2003. Arti visive, architettura, cinema, danza, musica, teatro, Moncalieri, Papiro Arte, pp. 13-15
- Favaretto, I. (1984), «Una tribuna ricca di marmi...»: appunti per una storia delle collezioni dei Grimani di Santa Maria Formosa, in: “Aquileia Nostra. Rivista dell'Associazione Nazionale per Aquileia”, Anno LV, coll. 205-240, qui 222
- Levi, C.A. (1900), Le collezioni veneziane d'arte e d'antichità dal secolo XIV ai nostri giorni, Venezia, Ferdinando Ongania Editore
- Marini, E. (1905), Venezia antica e moderna, Venezia, Tip. F. Visentini (1905), p. 169
- Martignon, A. (2015), Michelangelo Guggenheim (1837-1914) e il mercato di opere, di oggetti d'arte e d'antichità a Venezia fra medio Ottocento e primo Novecento, Tesi di Dottorato, tutor Prof.ssa G. Perusini, co-tutors Prof.ssa L. Borean, Prof. N. Stringa, Dottorato di Ricerca in Storia dell’Arte, Università degli Studi di Udine, a.a. 2014/2015 (2015), pp. 96-99
- Stella, A. (1912), Cronistoria della Esposizione Internazionale d'Arte della città di Venezia, 1895-1912, Venezia, G. Fabbris (1912), pp. 21-22
- Tüskés, A. (2023), Venice Art Company & Co., in: Bloomsbury Art Markets. Protagonists, Networks, Provenances, curated by J. Nathan, London, Bloomsbury Publishing (2023), bloomsburyvisualarts.com