Mercato dell'arte
← Tutti gli antiquari

Loewi

Venezia, New York e Los Angeles, in attività dal 1911 al 2003

Adolph Loewi con William Robertson nella galleria di Los Angeles, 1968 ca. (da Rosenbaum 1989)
Adolph Loewi con William Robertson nella galleria di Los Angeles, 1968 ca. (da Rosenbaum 1989)
The "Italian Room" from Chiavenna, (foto Seattle Art Museum)
The "Italian Room" from Chiavenna, (foto Seattle Art Museum)
The Burgundian Library, The Rosen House at Caramoor
The Burgundian Library, The Rosen House at Caramoor
Persone
  • Adolph (Adolfo) Loewi, 1888–1977, antiquario
  • Gabriella Katherine "Kay" Loewi, 1920–2020, antiquario
Opere transitate
Catalogo della Fondazione Zeri →

Adolph (Adolfo) Loewi nacque il 16 febbraio 1888 a Monaco di Baviera da Jacob ed Emma Bernheimer, figlia di Lehman Bernheimer, fondatore della galleria antiquaria omonima della capitale bavarese.

Dopo aver mosso i primi passi nel mondo dell’antiquariato tra il 1906 e il 1909, prima nella sede newyorkese della “Baumgarten Gallery”, poi presso un antiquario di Madrid, nel 1911 decise di aprire la propria attività a Venezia con l’aiuto del nonno.

Scelse di stabilirsi nel sestiere di Dorsoduro, prendendo in affitto gli spazi dell’Abbazia di San Gregorio e, in seguito, il prestigioso palazzo Nani-Mocenigo, già Barbarigo dei Dogi. Dopo aver prestato servizio militare come volontario tra le fila dell’esercito tedesco durante la Prima guerra mondiale, nel 1919, tornò a Venezia dove cercò di tornare in possesso dei beni che gli erano stati confiscati come cittadino nemico dell’Italia. Alcune opere confiscate dalla sua collezione entrarono nelle collezioni di musei importanti di Venezia, come la Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro, il Museo Archeologico nazionale e il Museo d’Arte Orientale di Ca’ Pesaro.

La sua attività antiquaria in Italia proseguì di pari passo con la costruzione di una fitta rete di contatti con collezionisti privati e direttori di museo negli Stati Uniti, che gli tornerà utile dopo il definitivo trasferimento in America.

Loewi si era specializzato nella vendita di dipinti, sculture e arti decorative - in particolare tessuti, arazzi, antichi tappeti orientali e ceramiche islamiche - che rivendeva a numerosi collezionisti europei e americani, oltre che a prestigiosi musei italiani e internazionali. Tra i primi, figurano i coniugi svizzeri Abegg, appassionati collezionisti di tessuti antichi, e Walter Tower e Lucie Rosen che arredarono sia il loro appartamento di Manhattan, sia la residenza di campagna Caramoor (oggi casa-museo aperta al pubblico) con mobili antichi, preziosi tessuti e opere d’arte da lui selezionati. Tra le istituzioni che rifornì di opere ricordiamo le Gallerie dell’Accademia di Venezia, la Cà d’Oro, il Metropolitan Museum di New York e il Los Angeles County Museum of Art, che acquistò dalla galleria di Adolph Loewi la maggior parte della collezione di tessuti antichi.

Dal 21 settembre 1921 fino al 30 settembre 1933, Loewi ricoprì l’incarico di console onorario tedesco a Venezia. Sempre nel 1933, aprì una filiale a New York, dove in seguito alla promulgazione delle leggi razziali si trasferì nel 1939 con tutta la famiglia. Adolph portò con sé gran parte delle opere di sua proprietà, ma decise di non chiudere la galleria veneziana affidandola ad Alessandro Morandotti (1909–1979), che aveva iniziato a lavorarvi nel 1937, prima come semplice impiegato, poi in qualità di direttore. Nel 1940 Morandotti trasferì l’attività a Roma, a Palazzo Massimo alle Colonne, sotto l’insegna ‹‹Antiquaria›› e nel 1950 decise di acquistarla da Loewi.

Dopo soli sei mesi a New York, dove collaborò con la galleria Arnold Seligmann Rey & Co., Adolph trasferì la galleria a Beverly Hills - sotto l’insegna Adolph Loewi, Inc. – occupandosi di alcune vendite eclatanti, come quella del prezioso studiolo di Francesco di Giorgio Martini per Federico da Montefeltro proveniente dal palazzo ducale di Gubbio confluito nel 1939 nelle collezioni del Met di New York, e della cosiddetta ‹‹Italian Room››, una tipica stüa alpina del Cinquecento proveniente da Chiavenna, rivestita interamente da raffinati pannelli in legno intagliato che, dopo alcuni passaggi in collezioni private, fu donata al Museo di Seattle. Ricordiamo inoltre che nel 1946 Loewi acquistò gran parte della collezione dell’amico e antiquario Giorgio Sangiorgi.

La Adolph Loewi, Inc. in seguito fu divisa in due imprese distinte e la vendita di tessuti e tappeti antichi continuò a cura della figlia Gabriella Katherine detta “Kay” e del marito William Robertson con il nome di Loewi-Robertson. Adolph trascorse i suoi ultimi anni ad Honolulu, dove morì nel 1977, dopo aver venduto alcune opere dalla sua collezione all’Honolulu Museum of Art.

I documenti relativi all’attività della galleria antiquaria a Venezia sono andati dispersi a causa di un incendio, mentre quelli degli anni americani, quali stock books e fotografie delle opere, sono conservati negli archivi del Los Angeles County Museum of Art.


Ricerca e redazione testi: Federica De Giambattista

Relazioni familiari

Altri antiquari

Clienti

  • George Hewitt Myers
  • Mortimer Clifford Leventritt
  • Walter Tower Rosen
  • Werner Abegg

Collaboratori

  • Alessandro Morandotti antiquario
  • Arnold Seligman antiquario
  • William Robertson antiquario

Eventi significativi nell'attività antiquariale

  • 1935 - Acquisto della "Burgundian Room": Loewi acquista e installa in Palazzo Nani-Mocenigo la "Burgundian Room", una stüa alpina del Cinquecento proveniente da Chiavenna, oggi nelle collezioni del Seattle Art Museum
  • 1939 - Vendita dello Studiolo Montefeltro di Gubbio: Loewi vende lo Studiolo di Francesco di Giorgio Martini proveniente dal Palazzo Ducale di Gubbio al Metropolitan Museum di New York
  • 1946 - Acquisto della collezione Sangiorgi: Loewi acquista gran parte della collezione d'arte dell'amico antiquario Giorgio Sangiorgi

Bibliografia essenziale

  • 1931-1932, Guida commerciale della città e provincia di Venezia. Annuario commerciale, industriale, amministrativo, professionale, culturale, con annesso turistico, Venezia, Dott. Suttora & C.
  • Benazzi, G. (2022), Lo studiolo di Gubbio al di qua e al di là dell’Atlantico, in Gangemi, F., Michalsky, T. e Toscano, B. (a cura di), "Medioevo tra due mondi. San Nicolò a San Gemini e le alienazioni monumentali nella prima metà del Novecento", Roma, Campisano Editore
  • Boscolo Marchi, M. (2022), Nino Barbantini e l'arte asiatica. L'attività per il Museo d'arte orientale Marco Polo, in «Saggi e Memorie di Storia dell'arte», 46 (2022), pp. 170-179
  • Carletti, L., Giometti, C. (2022), Un prestito controverso alla Mostra di Veronese del 1939. Le «difficoltà di indole psicologica» di Mortimer Leventritt, in Dragoni, P. e Paparello, C. (a cura di), "L’arte indifesa. Il destino di artisti e collezioni dopo l’emanazione delle leggi razziali", Firenze, Edifir, pp. 29-43
  • Cecutti, D. (2012), Adolph Loewi e il commercio di tappeti orientali a Venezia fra Otto e Novecento, in «MDCCC 1800», 1, pp. 33-42
  • Raggio, O., Wilmering, A.M. (1999), The Gubbio studiolo and its conservation, New York, The Metropolitan Museum of Art
  • Rosenbaum, S.L. (1989), The Role of a Dealer in the Development of Collections: Loewi-Robertson, Inc., a Case Study, in «Bulletin du CIETA-Centre international d'étude des textiles anciens», 67 (1989), pp. 89-101
  • Scarante, L. (2024), Il sequestro dei beni di 'sudditi nemici' durante la Prima Guerra Mondiale: il caso della Galleria d’arte Loewi a Venezia, non pubblicata
  • Yeide, N.H., Akinsha, K., Walsh, A.L. (2001), The AAM Guide to Provenance Research, Washington D.C., American Association of Museums

Fonti archivistiche

  • Roma, Archivio Centrale dello Stato, Fondo Ministero dell’Interno, Direzione Generale della Pubblica Sicurezza, Divisione Polizia Politica, Loewi Adolfo
  • Venezia, Direzione regionale Musei nazionali Veneto, Archivio Storico, Cà d’Oro-Doni, lasciti, inventari, catalogo, b. 19/1; Gallerie dell’Accademia, b. 1/4
  • Los Angeles (CA), Los Angeles County Museum of Art-LACMA, Archivio Storico
  • Berlino, Ministero degli Esteri, Archivio Politico
  • Katonah (NY), The Rosen House at Caramoor, Archivio storico