Carrer
Venezia, entità attiva dal 1884 al 1934
- PERSONE
- Antonio Carrer, 1868–1952?, antiquario
Giovanni Battista Carrer, antiquario
Giovanni Battista Carrer, antiquario - IN CATALOGO
- Opere transitate, catalogo della Fondazione Zeri →
Importanti informazioni sull’attività commerciale dell’antiquario veneziano Antonio Carrer, nato nel 1868, sono reperibili presso l’Archivio Storico della Camera di Commercio di Venezia e Rovigo. L’inizio della sua professione si pone verso la metà degli anni Ottanta, quando risultava titolare di una ditta di antiquariato ed ebanisteria insieme al padre Giovanni Battista. Almeno a partire dal 1884, Carrer stabilì la sede del proprio “Gabinetto di antichità” accanto alla chiesa di San Stae nel sestiere di Santa Croce, in quella che era stata la Scuola dell’arte dei tiraoro e battiloro (sul cancello in ferro battuto, ormai arrugginito, per un occhio attento sono ancora visibili le sue iniziali). Nel 1886 il suo nome fu inserito nell’elenco dei commercianti di mobili come ‹‹fabbricatore ed ebanista››.
In quel periodo, tra i suoi clienti figuravano già personalità di spicco del mercato dell’arte, da Wilhelm Bode e Isabella Stewart Gardner a Stefano Bardini. Undici lettere scritte da Carrer a quest’ultimo tra il gennaio del 1888 e l’agosto del 1893 (conservate presso l’Archivio del museo a lui intitolato) citano, per esempio, un monumentale crocifisso ligneo, due tondi con ritratti di imperatori romani, vari stemmi, colonne in marmo o ancora candelieri in bronzo e cornici, tra i numerosi oggetti venduti dal veneziano al celebre collega fiorentino.
Pochi anni più tardi, nel 1897, Antonio mise a segno uno dei suoi colpi più eclatanti. Grazie alla sua intermediazione, ventidue monocromi su fondo dorato, dipinti nel 1754 da Giambattista e Domenico Tiepolo per La stanza dei satiri di palazzo Volpato Panigai a Nervesa della Battaglia, furono acquistati da Wilhelm Bode per colmare una delle lacune più vistose del Kaiser-Friedrich Museum di Berlino e allestiti sul soffitto e su gran parte delle pareti nella cosiddetta “Tiepolo-Zimmer”. Tra le vendite più rilevanti, si ricordano poi la Natività di Gesù di Liberale da Verona e gli affreschi attribuiti a Giovanni di Francia staccati dalla Casa dei Battuti e Cà Balbi a Oderzo, acquistati nel 1897 da Isabella Stewart Gardner, o ancora la Madonna con Bambino in trono di Francesco Vecellio, voluta dai coniugi Jacquemart-Andrè per arricchire la collezione del loro hotel particulier parigino. Per la celebre Ca’ d’Oro del conte Giorgio Franchetti, si procurò le raffinate patere e formelle già inserite sopra la pentafora al piano nobile di palazzo Grandiben.
Insieme al figlio Giovanni Battista, Carrer si occupò anche dell’allestimento della straordinaria collezione di arte estremo orientale che il principe Enrico di Borbone aveva costituito in molti anni e deciso di destinare alla propria residenza veneziana, Ca’ Vendramin Calergi. Alla morte del principe nel 1906, Giovanni Battista Carrer fu chiamato a stilarne l’inventario, insieme al direttore del Museo Orientale di Amburgo, Justus Brinckmann, che però non portò a termine la redazione del catalogo scientifico. Qualche tempo dopo, Antonio, cercò di intermediare un’eventuale vendita alla ditta viennese di Franz Trau che, ugualmente, non andò a buon fine. Solo nel 1915, la celebre collezione fu acquisita dallo Stato (e oggi costituisce il nucleo originario del Museo d’Arte Orientale di Venezia), per effetto del trattato di Saint Germain che prevedeva, tra le clausole, la confisca dei beni ai nemici dell’Italia.
Nei registri della Camera di commercio di Venezia si ritrova, datata 7 giugno 1911, la registrazione della sua impresa con ragione sociale “Antonio Carrer”; nelle annate 1931-1932, è documentato lo spostamento della sua attività di compravendita di arte antica e mobili nell’ultima sede che lo vide attivo, in Santa Maria Mater Domini, nelle Fondamenta di fronte a palazzo Mocenigo, fino al 4 giugno 1934, data certa di cessata attività.
In quelli che presumibilmente furono gli ultimi anni della sua vita, Carrer prese parte alla Prima Fiera Nazionale d'Arte Antica organizzata a Cremona (1937), dove espose un’Allegoria dell’estate di Giulio Carpioni. Grazie all’intermediazione di Nino Barbantini, entrò in contatto con Vittorio Cini, a cui sappiamo vendette per il castello di Monselice, nel luglio del 1941, un servizio in ceramica di ben 275 pezzi con decorazione floreale della manifattura Cozzi e, in seguito, insieme a Dino Barozzi, numerosi arredi e pregevoli sculture, come una Madonna in terracotta di Giovanni de’ Fondulis.
Ricerca e redazione testi: Federica De Giambattista
Collaboratori
- Fischer & Rechsteiner (ditta di trasporti)
- Giuseppe Steffanoni (restauratore)
Eventi significativi nell'attività antiquariale
- 1889-1890 - Allestimento di palazzo Vendramin Calergi: Antonio e il figlio Giovan Battista Carrer curano l'allestimento di palazzo Vendramin Calergi con la collezione di arte estremo orientale del principe principe Enrico di Borbone
- 1897 - Vendita di affreschi tiepoleschi a Wilhelm Bode: Antonio Carrer vende a Wilhelm Bode ventidue affreschi di Giambattista e Domenico Tiepolo provenienti dalla Stanza dei satiri di palazzo Volpato Panigai a Nervesa
- 1937 - Partecipazione alla Prima Fiera Nazionale d'Arte Antica: Antonio Carrer partecipa alla Prima Fiera Nazionale d'Arte Antica organizzata a Cremona nel 1937
Bibliografia essenziale
- 1937, Catalogo della prima fiera nazionale d'arte antica organizzata sotto gli auspici della federazione nazionale fascista commercianti prodotti artistici, Cremona, Stabilimento tipografico società editoriale "Cremona nuova"
- Boscolo Marchi, M. (2022), Nino Barbantini e l'arte asiatica. L'attività per il Museo d'arte orientale Marco Polo, in «Saggi e Memorie di Storia dell'arte», 46 (2022), pp. 170-179
- Gardner, E.E. (1998), A Bibliographical Repertory of Italian Private Collections, Vol. 1: Abaco-Cutolo, Vicenza, Neri Pozza Editore
- Giannini, C. (2007), Donatello e una "casa" del Rinascimento. Capolavori dal Jacquemart Andrè. Dall'arredo al museo. La residenza di Edouard André e Nélie Jacquemart, zoomedia.it
- Künzel, F., Götze, B. (1995), Verzeichnis des schriftlichen Nachlasses von Wilhelm von Bode, Berlino, Zentralarchiv, Staatliche Museen zu Berlin Preußischer Kulturbesitz
- Mangiarotti, V. (1884), Guida commerciale della città e provincia di Venezia per l'anno 1885, Venezia, Lito-tipografia M. Fontana
- Mangiarotti, V. (1903), Guida Mangiarotti città e provincia. Commerciale, industriale, amministrativa, Venezia, D. De Marco, A. Spalmach
- Mangiarotti, V. (1931-1932), Guida commerciale di Venezia e provincia. Annuario commerciale, industriale, amministrativo, professionale, culturale con annesso turistico, Venezia, Dott. Suttora & C.
- Martoni, A. (2020), Il Maestro del Crocifisso della Fondazione Giorgio Cini: un convegno, un restaruo, una mostra, in «Lettera da San Giorgio», 42 (2020), pp. 16-20
- Pilo, G.M. (1961), Carpioni, Venezia, Edizioni Alfieri
- Quill, S. (2018), Ruskin’s Venice. The Stones revisited. New Edition, Londra, Lund Humphries Publishers Ltd
- Samassa, I. (2012), Casa dei Battuti di Oderzo: un affresco di Giovanni di Francia ritrovato?, in «Commentari d'arte. Rivista di critica e storia dell'arte», 18 (2012), pp. 66-69
- Zorzi, E., Il Museo d'arte orientale a Venezia, Milano, in «La Lettura», pp. 204-210
Fonti archivistiche
- Venezia, Camera di Commercio di Venezia e Rovigo, Archivio Storico, Registro ditte, b. 4258
- Venezia, Direzione regionale Musei nazionali Veneto, Archivio Storico, Gallerie dell'Accademia, b. 1/1 ‹‹Offerte e acquisti dal 1821 al 1900››, fasc. 24; b 1/3 ‹‹Offerte e acquisti dal 1908 al 1911››, fasc. 35; b. 1/5 ‹‹Offerte e acquisti dal 1923 al 1932››, fasc. 3
- Berlino, Musei Statali di Berlino, Archivio Centrale, Nachlass Bode 1195
- Firenze, Museo e Gallerie Mozzo Bardini, Archivio Bardini, Corrispondenza (Michelangelo Guggenheim)