Subert
Milano, entità attiva dal 1860, tuttora in attività
- PERSONE
- Emanuele Subert, 1830–1888, antiquario
Rodoldo Subert, 1873–1958, antiquario
Rodolfo Subert, 1898–1978, antiquario
Alberto Subert, 1929–2021, antiquario
Michele Subert, antiquario - INSEGNE
- Emanuele Subert Antichità e Belle Arti
Rodolfo Subert Antichità e Belle Arti
Galleria S. Andrea
G.G. Subert
Antichità e Oggetti d’Arte - IN CATALOGO
- Opere transitate, catalogo della Fondazione Zeri →
Emanuele Subert (1830-1888) fu un mercante di origine polacca o ceca. Trasferitosi prima a Trieste, città natale della moglie Elisa Berger (1832-post 1900), e poi a Milano, fondò la galleria “Emanuele Subert Antichità e Belle Arti” nel 1860 in via Monte di Pietà al numero 2.
Seguendo il mercato dell’epoca, l’antiquario volse i propri interessi verso arredi, armi e tessuti antichi, ma anche arte sacra, archeologia, gioielli e oreficerie, contribuendo all’ampliamento e alla costituzione delle collezioni di numerosi musei e collezionisti, tra i quali spiccano Frederick Stibbert, a Firenze, e il nascente Museo Poldi Pezzoli.
Il figlio Rodolfo Subert (1873-1958), in società con il fratello Carlo, rilevò nel 1903 i negozi paterni di via Monte di Pietà e di Galleria Vittorio Emanuele II, quest’ultimo aperto in un secondo momento. Quando Carlo si trasferì negli Stati Uniti nel 1910, Rodolfo cambiò l’intestazione dei negozi in: “Rodolfo Subert Antichità e Belle Arti”.
Rodolfo colse il momento particolarmente favorevole per aprire altre due attività a Bellagio, all’epoca meta di villeggiatura dell’élite internazionale, grazie anche alla presenza del casinò. Anche Rodolfo fu tra i fornitori di musei e nuovi collezionisti, tra cui Giuseppe Gianetti, appassionato conoscitore di maioliche, che acquistò numerosi oggetti poi confluiti poi nell’omonimo museo a Saronno. Cospicue furono inoltre le donazioni tra il 1940 e il 1941 a nome della moglie di Rodolfo, Ambrogina Bergomi Subert, ad alcuni importanti musei, tra cui il Museo di Arti Applicate del Castello Sforzesco.
Rodolfo, affiancato da alcuni figli, continuò la conduzione del negozio in Galleria Vittorio Emanuele II fino al luglio 1943, quando i bombardamenti distrussero la galleria con tutto il contenuto, compreso l’archivio di più di ottant’anni di attività.
L’omonimo figlio maggiore Rodolfo (1898-1978) nel 1926 aprì in via Sant’ Andrea 11 la “Galleria S. Andrea” dove rimase fino al 1945, affiancato nell’attività dalla moglie Gina Gandus (1900-1968). Il negozio trattava arte italiana con una particolare predilezione per i gioielli e per la pittura italiana dell’Ottocento.
Dopo la guerra, nel 1951, Rodolfo Subert riaprì sotto la denominazione “G. G. Subert” in via San Pietro all’Orto 26, mentre l’anno seguente il figlio Alberto avviò una propria galleria in via della Spiga 22.
Fu questo il periodo delle prime mostre di antiquariato: Biennale dell’Antiquariato di Firenze e l’Esposizione di Palazzo Reale a Milano, cui partecipavano entrambi i negozi.
Nel 1996 i due esercizi confluirono nella galleria “Antichità e Oggetti d’Arte” con sede al 24 di via Santo Spirito, dove Alberto Subert. continuò la propria attività affiancato dal figlio Michele fino al 2012. Seguendo la tradizione familiare, la sua attività fu caratterizzata dall’eclettismo, con una predilizione particolare verso gli strumenti scientifici, sfere armillari, globi e oggetti da collezione.
Dal 2013 il figlio Michele Subert ha aperto una nuova sede al 42 di via della Spiga. Il suo interesse è incentrato sull’arte italiana dal XVI al XIX secolo, in particolare sugli oggetti da collezione, proseguendo così la passione condivisa con il padre.
Bibliografia essenziale
- Bardelli, A. (2017), Due cassettoni “Maggioli” e una storia di antiquariato tra Milano e Varese, antiquanuovaserie.it
- Batini, G. (1961), L'antiquario, Firenze, Vallecchi
Interviste
- 13/04/2026, Intervista a Marco e Ruggero Longari, Milano
- 17/03/2026, Intervista a Michele Subert, Milano