Mercato dell'arte
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Romano

Napoli e Firenze, in attività dal 1902 al 1981

Salvatore Romano. Da "L'Antiquario", 1932
Salvatore Romano. Da "L'Antiquario", 1932
Salvatore Romano e Carmine Ciardello. Da Catalogo Pandolfini, 2016
Salvatore Romano e Carmine Ciardello. Da Catalogo Pandolfini, 2016
Francesco Romano. Da Catalogo Pandolfini, 2016
Francesco Romano. Da Catalogo Pandolfini, 2016
Galleria Romano, palazzo Magnani Feroni
Galleria Romano, palazzo Magnani Feroni
Persone
  • Salvatore Romano, 1875–1955, antiquario
  • Francesco Romano, 1919–1981, antiquario
Opere transitate
Catalogo della Fondazione Zeri →

Salvatore Romano, nato nel 1875 a Meta di Sorrento, dopo una borsa di studio in ingegneria navale che lo portò a Genova, si stabilì a Napoli nel 1902 abbracciando la professione di antiquario, come ricorda Demetrio Tolosani nel 1911. Nei primi anni Venti scelse di trasferirsi a Firenze, prima in via delle Belle Donne 8 (1924-1939), poi in palazzo Magnani Feroni di via dei Serragli 8.

La sua galleria raccoglieva oggetti di ogni epoca e genere: dipinti, sculture, arti decorative, bronzi, ceramiche, fondi oro, tele veneziane, stoffe e mobili. Con il tempo si specializzò nel commercio di scultura in marmo antica, medievale e rinascimentale, al quale destinò un ampio magazzino in via Panicale.

Estremamente riservato, colto e abilissimo nel valorizzare la propria merce, Salvatore Romano riuscì a coltivare una clientela ristretta ma di alto profilo, costituita da facoltosi collezionisti americani, curatori di musei pubblici e collezionisti europei e italiani, che riceveva privatamente nella sua galleria. Poté vantare le consulenze degli storici dell'arte Wilhelm von Bode e Bernard Berenson e si circondò anche di artisti contemporanei come Filippo De Pisis, Silvio Loffredo, Mario Marcucci.

Nell'attività commerciale iniziò presto a lavorare anche il figlio Francesco (1910-1981). Egli portò avanti l'attività del padre nella galleria di palazzo Magnani Feroni, dove fissò anche la propria dimora. Nel 1946, con l'appoggio del figlio, Salvatore decise di donare al Comune di Firenze settanta oggetti, tra cui l'Angelo adorante e la Cariatide di Tino da Camaino, che si trovano oggi esposti al Cenacolo di Santo Spirito nella Fondazione a lui intitolata.

Relazioni familiari

Altri antiquari

Collaboratori

  • Bernard Berenson storico dell'arte
  • Wilhelm Von Bode storico dell'arte

Eventi significativi nell'attività antiquariale

  • 1946 - Donazione Collezione Salvatore Romano: Donazione da parte di Salvatore Romano al Comune di Firenze di circa settanta oggetti d'arte della sua collezione, perché vengano esposti nel cenacolo di Santo Spirito. Salvatore dirigerà fino alla morte il museo, poi diventato Fondazione Salvatore Romano

Bibliografia essenziale

  • Bargellini, S. (1981), Antiquari di ieri a Firenze, Firenze, Bonechi
  • Batini, G. (1961), L'antiquario, Firenze, Vallecchi
  • Bellini, L., De Chirico, G. (1947), Nel mondo degli antiquari, Firenze, Arnaud
  • L'Obiettivo (1932), Salvatore Romano, in «L'Antiquario», XVIII-XXV, 1, p. 48
  • Pini, S. (2011), Fondazione Salvatore Romano: guida alla visita del museo, Firenze, Polistampa
  • Pini, S. (2011), Salvatore Romano, dai segreti del Palazzo Magnani Feroni a Santo Spirito, in Mannini, pp. 148-156
  • Sotheby's (2009), Salvatore e Francesco Romano antiquari a Firenze, un secolo di attività a Palazzo Magnani Feroni, Firenze, 12-15 ottobre 2009
  • Tolosani, D. (1911), I colleghi d'Italia: Napoletani, in «L'Antiquario», IV, 6, pp. 45-51

Interviste

  • 2/15/2023, Intervista a Mattia e Maria Novella Romano, Firenze